Michael Chabon, lo showrunner di STAR TREK: PICARD, continua a rispondere alle domande scomode

In un'intervista rilasciata al The Hollywood Reporter, Michael Chabon spiega le motivazioni che hanno portato gli autori di Star Trek: Picard a scrivere la morte di un personaggio amato dai fan. Poi, interpellato dai fan via social, lascia qualche indizio sul finale di stagione.
Se non avete ancora visto i primi sei episodi della serie, sappiate che le parole di Chabon contengono SPOILER.


Chabon, un devoto fan di Star Trek: The Next Generation, non sottovaluta l'importanza che certi personaggi hanno per il pubblico e per il franchise. L'autore, vincitore di un premio Pulitzer, ha affermato di essere consapevole del fatto che il fandom Trek sia molto suscettibile quando si tratta di far morire dei personaggi, e porta ad esempio Tasha Yar e Jim Kirk.
"E' necessario dare una motivazione che possa essere compresa."
E proprio con questa consapevolezza che si è avvicinato all'idea di far morire Tugh (Jonathan Del Arco), sebbene non fosse la più semplice delle scene da scrivere, reputandola invece una necessità narrativa.
"È stato molto triste scrivere quella scena. [...] "La trama della stagione, come l'avevamo concepita inizialmente, non includeva il personaggio di Tugh, [...] non includeva neanche un altro ex-Borg: Icheb."
Una volta inserito il personaggio di Tugh nella narrazione, l'idea di portare a compimento il suo arco narrativo con la morte è emersa in maniera "naturale" durante le discussioni nella stanza degli autori.
"Quando ci siamo resi conto che buona parte della stagione sarebbe stata incentrata sulla figura degli ex-Borg, sull'esplorazione di come la vita di questi esseri sia stata traumatizzata dall'assimilazione, di come si rapportino ora con quel trauma, mettere Tugh al centro delle vicende dei Borg ci è sembrato il modo migliore di dare spessore drammatico alla sua fine."
La fine di Tugh è preceduta dalla consapevolezza che l'ex-Borg è pronto a guidare una rivolta di suoi simili a bordo dell'Artefatto, ed è il riflesso di ciò in cui si era impegnato nell'episodio Il Ritorno dei Borg - seconda parte di Star Trek: The Next Generation. E' una sorta di percorso circolare che si compie. Anche se la sua morte nell'episodio Nepenthe, per mano della Romulana Narissa, non è eroico nei fatti, lo è invce nelle intenzioni e getta il germe dell'emancipazione degli ex-Borg da una nuova forma di controllo, quello dei Romulani.
Altri due personaggi, introdotti con l'episodio Nepenthe, sono particolarmente importanti per Chabon. Si tratta di William Riker (interpretato da Jonathan Frakes) e Deanna Troi (Marina Sirtis). L'autore voleva fare con loro la stessa operazione di evoluzione dei personaggi applicata a Jean-Luc Picard.
"Li volevamo mostrare come persone vere, che hanno avuto le loro esperienze personali dopo aver condiviso una parte della loro vita sull'Enterprise. Come Picard la loro vita è cambiata e le scelte della Federazione e della Flotta Stellare hanno condizionato la loro esistenza."
Il modo in cui Deanna Troi instaura subito un rapporto dialettico e personale con Picard è un'evoluzione del rapporto che i due avevano quando erano entrambi nella Flotta. Non esiste più un rapporto marziale tra i due e la donna sa che può spingersi oltre, che può redarguire l'ex-Capitano, ma si rende anche conto che quello di cui Picard necessita è proprio il recupero del proprio ruolo.
"Quando metti nella stessa scena Picard, Riker e Troi e cerchi di mostrare come sono cambiati, devi comunque tenere a mente chi sono stati, e devi incorporare un'eco di quei tempi nella narrazione. E' estremamente necessario per ricongiungere il pubblico con quei personaggi. Ed è anche importante che Picard emerga, che abbia il suo momento anche in un episodio palesemente incentrato su Troi e Riker."
Un altro personaggio che ricopre un ruolo importante, fondamentale, per la stagione è Data (Brent Spiner). Sebbene alcune versioni dell'androide siano già apparse nei sogni di Picard, è sentore di molti fan che Data possa riapparire negli ultimi episodi.
"Non posso parlarne."
Chabon tiene la bocca ben chiusa su questa eventualità, e il suo silenzio può sembrare esso stesso un indizio sul fatto che, in qualche modo, Data possa fare ancora una comparsata.

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