[RECENSIONE] Resistance di J.M. Dillard | Talking Trek

TITOLO: Resistance
AUTORE: J. M. Dillard
DATA DI PUBBLICAZIONE: 28 agosto 2007
CASA EDITRICE: Pocket Books
SERIE: Pocket "The Next Generation"
GENERE: fantascienza
PERIODO TEMPORALE: 2380
TRAMA: Ambientato dopo le vicende di Death in Winter, il romanzo vede la U.S.S. Enterprise-E finalmente pronta a ritornare nello spazio. L'immensa ammiraglia ha finalmente abbandonato l'orbita terrestre dopo mesi di riparazioni, necessarie in seguito ai danni subiti durante lo scontro con Shinzon.
Con la partenza di William Riker, Deanna Troi e di numerosi altri membri dell'equipaggio, oltre che la morte di Data, l'equipaggio non è ancora al completo; la vulcaniana T'Lana, distintasi durante la Guerra del Dominio, è il nuovo Consigliere e contact specialist (in pratica, prende le funzioni che erano di Deanna Troi); per il ruolo di "Numero Uno", il Capitano Picard avrebbe pensato niente meno che a Worf il quale, però, almeno in un primo tempo rifiuterà la promozione.

Pronti per una nuova missione, volta a testare la modificata chimica dell'equipaggio, verranno ben presto dirottati da un più immediato problema: il Capitano Picard, precedentemente assimilato dalla Collettività Borg per diventare Locutus e poi liberato dal proprio equipaggio, avvertirà la presenza di un vascello Borg scollegato dalla Collettività riorganizzatosi attorno a una nuova Regina e pronto a sferrare un attacco ai danni della Terra, cuore della Federazione. La scelta del Capitano di disobbedire agli ordini della Flotta, per tramite dell'Ammiraglio Janeway, sarà presa tra la disapprovazione del nuovo Consigliere, il supporto degli altri ufficiali e le ansie e preoccupazioni della dottoressa Crusher e comporterà il sacrificio più importante di tutti: Picard dovrà ritornare a essere Locutus per poter affrontare la nuova minaccia dei Borg.
RECENSIONE: Ho avuto la (s)fortuna di leggere questo libro dopo aver letto (e apprezzato) la trilogia di Star Trek: Destiny scritta da David Alan Mack (uno dei miei autori preferiti per quanto riguarda l'universo espanso di Star Trek) e questo ha influito molto sul mio giudizio. In "negativo". Ho letto il romanzo, e questa ormai non è una novità, in lingua inglese e lo stile dell'autrice è di per sé fluente, ma ammetto che nella descrizione del Cubo Borg non ha avuto sufficiente "mordente": non mi ha dato quel senso di claustrofobia e ansia che mi ha sempre dato il "trovarmi" all'interno di uno dei loro vascelli.

Ancora una volta, la Federazione e la Flotta Stellare hanno deciso di fare orecchie da mercante agli avvisi di uno degli ufficiali più famosi e abili che l'Accademia abbia mai sfornato: nessuno avrebbe creduto possibile, infatti, che il Capitano Picard potesse avere ragione sulla "presunta" pericolosità del Cubo Borg rimasto nel Quadrante Alpha, visto che Sette di Nove non aveva avuto un presentimento simile a quello del Capitano dell'ammiraglia. Eppure ancora una volta Picard ha ragione in barba a quanto sosteneva lo Stato Maggiore della Flotta: la minaccia Borg non è mai da sottovalutare, che sia una singola nave o un'intera flotta (basti pensare i danni fatti dal cubo borg in rotta verso la Terra e intercettato nel Settore 001 da una flottiglia federale nel film Primo Contatto).
VOTO: Se dovessi dare, quindi, un voto al romanzo, opterei per un 6,5/7,0. La "pecca" principale è stata legata all'assenza di giusto pathos per quanto riguarda le descrizioni degli interni del vascello Borg, avvertiti meno ansiogeni di quanto non apparissero nelle serie TV o nei film. L'aspetto "positivo", si può dire, è che il romanzo è comunque un buon prodotto, adatto per essere presentato nero su bianco piuttosto che sul piccolo/grande schermo: l'autrice è stata brava a destreggiarsi tra personaggi vecchi e nuovi (c'è da dire che alcuni di quelli nuovi ci rimettono la vita prima di poter passare tempo sufficiente sull'Enterprise da entrare a far parte integralmente dello staff o dell'equipaggio).

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