ALEX KURTZMAN affronta il FANDOM TOSSICO di STAR TREK

Era il novembre 2015 quando la CBS annunciava che Star Trek sarebbe tornato sul piccolo schermo. I fan, dopo un'attesa di ben 10 anni da quell'ultimo discutibile episodio di Star Trek: Enterpirse, tornavano unanimaente ad esultare e le loro aspettative crescevano esponenzialmente ogni giorno di più.
Nel frattempo la Disney si era comprata la Lucasfilm e si preparava a dare nuova vita alla saga cinemtografica di Star Wars. Ancora una volta i fan esultavano ma, da qualche parte nella galassia lontana lontana, iniziava a maturare il germe di un atteggiamento malsano... il lato oscuro dei fan più ostinati... il fandom tossico.
Sebbene il concetto di "fandom tossico" esistesse già da prima, fu solo grazie all'enorme impatto della nuova trilogia di Star Wars e alla globale vetrina dei social media che questa idea compulsiva di superiorità di un fan su un altro prese a chiamarsi così.
Gli appassionati intransigenti, motivati da una presunta ortodossia nei confronti dei canoni ritenuti imprescindibili di un prodotto d'immaginazione, sono sempre esistiti; ma solo in questi ultimi anni l'arroganza di certi atteggiamenti ha raggiunto livelli paragonabili al bullismo mediatico, sia nei confronti di fan meno esigenti, sia nei confronti delle case di produzione di questi prodotti ora facilmente raggiungibili tramite canali social.

Nella forma più comune il fandom tossico si manifesta così: i fan tossici sostengono che qualsiasi cambiamento sia negativo e che nulla potrà mai essere valido come il prodotto originale, di conseguenza qualsiasi critica non conforme al loro pensiero viene negata anche a fronte di argomentazioni ragionevoli.
Ma siamo sicuri che un così detto "prodotto originale" sia sempre meglio di una nuova versione o di un remake?
Chi può fare certi paragoni molto spesso è qualcuno che ha vissuto il prodotto originale negli anni d'oro della sua vita, qualcuno che ha potuto vedere quel film o quel telefilm con gli occhi innocenti di chi trovava la meraviglia nelle sue prime forti passioni. Oggi, magari a distanza di tanti anni, costui non si trova solo a paragonare il vecchio prodotto con quello nuovo, ma intrinsecamente paragona le sue emozioni dell'epoca, amplificate dalla dolcezza dei bei ricordi, con la crudezza della vita odierna. Sarebbe come paragonare il ricordo dei fragranti biscotti infornati con la nonna quando si aveva 8 anni con la sterile apertura di un pacchetto di biscotti a zero grassi di oggi. Sappiamo tutti che quei burrosi biscotti conditi con l'abbraccio amorevole di nonnina erano fantastici... ma gli anemici zero grassi di oggi, sebbene mangiati di fretta a causa della frenetica vita da adulto, sono tristemente più salutari.
Il fandom tossico tuttavia esiste e nemmeno il mondo di Star Trek ne è privo. E così il fandom entusiasta all'annuncio del 2015 ha fatto in fretta a dividersi. E dopo il debutto di Star Trek: Discovery le critiche hanno iniziato a piovere sulla CBS e su Alex Kurtzman, il franchiserunner, del nuovo corso della saga. Dialoghi deboli, sceneggiature scarne, troppe tecnociance, buchi nella trama, pagare l'abbonamento a una piattaforma streaming, gli episodi costano troppo o troppo poco... questi sono solo alcuni esempi delle critiche più comuni che la produzione e i fan "normali" hanno dovuto sopportare fino allo sfinimento da chi non ha mai voluto ascoltare ragione.

E dopo Discovery è arrivato Star Trek: Picard, e ancora una volta il fandom, dopo un generale entusiasmo, si divide tra sostenitori, oppositori e tossici. Sì, perchè, sia chiaro, non esistono solo i "buoni fan" e quelli "tossici". Esistono anche i fan che hanno le loro legittime idee, che non apprezzano le scelte mostrate sulle schermo, che sanno argomentare e discutere il loro punto di vista e non per questo intossicano il fandom. Questi ultimi non sono fan "cattivi", sono persone che, nel puro stile di Star Trek, affrontano in maniera costruttiva le infinite diversità in infinite combinazioni.

Ma come si rapporta la produzione di un prodotto televisivo come Star Trek con il "fandom tossico"? Queste sono le parole di Heather Kadin, braccio destro di Alex Kurtzman, al microfono di space.com durante un'intervista rilasciata il 13 gennaio scorso in occasione del lancio di Star Trek: Picard.
"Leggiamo le opinioni di tutti. Penso che abbiano un valore inestimabile. Ovviamente le reazioni delle singole persone sono cose personali. Ma quando una certa reazione, positiva o negativa, è condivisa da un gran numero di persone allora assume un certo valore. Dobbiamo considerare che ci sono persone appassionate di Star Trek da 50 anni e lo vivono come se fosse di loro proprietà, indipendentemente da cosa noi stiamo realizzando per loro. Non prestare attenzione sarebbe come far loro un torto."
Anche Alex Kurtzman ha riservato parole accorte nei confronti del fandom più intransigente:
"I fan hanno mantenuto vivo Star Trek per oltre 50 anni. La loro voce si è sentita in ogni angolo del pianeta e penso che Star Trek appartenga davvero a loro. Non sto cercando di lusingarli. Prestiamo davvero attenzione a ciò che dicono e prendiamo alcune decisioni sulla base delle loro osservazioni. Ascoltare le critiche fa parte del dialogo che si è instaurato. Se sei fan di qualcosa vuol dire che ti sta a cuore, e ne discuterai volentieri. In generale penso che i fan di Star Trek siano un gran bel fandom."
"In realtà non percepisco [il fandom di Star Trek] come tossico. Penso ci sia un bella differenza tra dibattito e tossicità. Il dibattito, il confronto, è essenziale. Secondo me quando una cosa piace al 50% del pubblico, probabilmente stai già andando bene. E' quando sei al 10% contro il 90% che sei nei guai. In generale posso dire che li ascoltiamo, cerchiamo di incorporare ciò he hanno da dire e facciamo il nostro lavoro, essendo anche noi fan. Sarebbe sciocco non farlo."
Che la produzione del nuovo Star Trek sia attenta alle opinioni dei fan lo dimostra il recente annuncio della messa in lavorazione della serie Star Trek: Strange New Worlds, dedicata al Capitano Pike e al suo equipaggio sulla gloriosa USS Enterpirse "senza nessuna A, B, C o D". Una serie pretesa a gran voce da più di 250.000 firmatari di una petizione online, infiammati dall'interpretazione di Anson Mount nei panni del Capitano Pike e dalle meravigliose scenografie della "vecchia" Enterprise rimodernata per la seconda stagione di Star Trek: Discovery.
Cos'altro chiederanno i fan ora? E, domanda più che legittima avendo abituato i fan a questa anomala disponibilità (un caso quasi più unico che raro nel mondo della televisione), la CBS sarà pronta ad accontentare ancora i fan davanti a richieste sempre più esigenti?
Fonte: space.com