[STAR TREK: ENTERPRISE] ANTHONY MONTGOMERY parla del suo ruolo nella serie e di quanto ENTERPRISE sia stata sottovalutata

In una recente intervista con TrekMovie Anthony Montgomery ha parlato del suo ruolo nella serie Star Trek: Enterprise e di cosa gli sia rimasto dell’esperienza, anticipando anche una novità che lo riguarda e che potrebbe interessare molto ai fan di Star Trek.
Da varie interviste è emerso il fatto che gli attori delle serie di Star Trek si comportavano in modo molto diverso. Il cast di TNG sembra fosse piuttosto indisciplinato e quello di DS9 invece molto serio. Tu cosa ricordi a proposito di quegli anni, vi siete divertiti sul set?
Assolutamente. Ma quasi dall’inizio fu evidentemente che la serie rischiava la cancellazione quindi vi era anche una certa serietà durante il lavoro, perché sapevamo cosa c’era in gioco. Con Scott [Bakula] come nostro Capitano abbiamo avuto sempre una certa leggerezza sul set, ma eravamo anche piuttosto concentrati su ciò che dovevamo fare perché la preoccupazione che Enterprise venisse cancellata era sempre presente e infatti... è successo.

Ritornando alla prima stagione della serie, in una delle prime interviste che hai rilasciato a proposito del tuo ruolo in ENT hai detto: “Spero che Travis cresca molto, come personaggio”. Alla fine credi che le tue speranze in merito siano state soddisfatte?
Purtroppo no. Travis, era lì e ho fatto del mio meglio con le possibilità che mi sono state offerte e spero che i fan abbiano potuto vedere una certa crescita del personaggio, ma purtroppo non ho potuto avere ciò che speravo all’inizio. Travis non ha avuto molto da fare nei 98 episodi dei quattro anni. Gli autori avevano diversi personaggi su cui scrivere e ad un certo punto suppongo tu debba scegliere quali storie raccontare.

Quando hai fatto il provino per il ruolo di Travis e poi sei stato preso nel cast, cosa ti ha colpito del ruolo? Ti era stata data un’idea di quello che sarebbe potuto essere “l’arco narrativo” del tuo personaggio?
Non sono stato colpito da qualcosa in particolare su Travis, se non il fatto che fosse un “boomer” [una persona nata nello spazio e vissuta a bordo di una nave cargo] e con più esperienza di viaggi spaziali persino del suo Capitano. Una delle cose che ricordo di aver detto è che pensavo che Travis e Trip dovessero essere buoni amici, ma mentre la serie andava avanti credo che quel tipo di relazione alla quale mi riferivo ci sia stata tra Trip e Malcolm. Poi... beh, non saprei dire. Perdonami per il fatto di sembrare così criptico ma... al momento sto scrivendo la mia autobiografia e parlo di queste cose in un intero capitolo che ho dedicato alla mia esperienza in Star Trek. Un altro sarà dedicato al mio ruolo in “General Hospital”. Ho partecipato ad altre serie, ma queste sono state le due esperienze più importanti per me. Posso quindi dire delle cose [su Star Trek] ma tralasciandone molte altre che eventualmente il pubblico potrà conoscere direttamente dalle mie parole quando il libro sarà finito.
Fantastico! E quando potrebbe uscire il tuo libro?
Il mio obiettivo è concludere la prima stesura entro due settimane da ora. Ma visto il modo in cui sono solito scrivere, penso che questa sarà molto vicina alla versione definitiva. Invierò tutto a quattro bravi scrittori che stimo molto e quando tutto sarà pronto, il mio manager farà avere il lavoro a chi di dovere.

Dal momento che tieni tutto per la tua biografia mi limiterò a chiederti solo un’altra cosa su Star Trek. Travis ha avuto modo di essere inserito maggiormente nella trama della quarta stagione. Penso agli episodi dell’ “Universo dello Specchio”. Anche se alcuni tuoi colleghi non sono stati contenti di quegli episodi, tu hai avuto molto da fare. Non ti è parso di avere un ruolo molto forte in quel momento?
Sì, e fu molto divertente. Tuttavia avevo molto più da fare e ben poco da dire [ride]. Ricorda che il mio personaggio, in quel momento, avrà detto massimo due battute! Ma sì, mi sono divertito e non ho avuto nessun problema, si trattava di un omaggio a tutti gli altri episodi dell’Universo dello Specchio presenti nelle diverse serie. Beh, ammetto di non avere ancora guardato i nostri episodi dello Specchio. In realtà ho visto solo tre o quattro episodi dei 98 di Enterprise.
Garrett Wang e Robert Duncan McNeill hanno iniziato a fare un podcast su Star Trek: Voyager dove stanno rivedendo ogni episodio. Potresti immaginare di fare qualcosa del genere?
No signore. Affatto. [ride] Semplicemente perché nonostante qualunque cosa sia accaduta a quel tempo noi abbiamo dato il massimo e lascerò tutto all'interpretazione dei fan. Guarderò la serie un giorno, ma a meno che non sia con la mia famiglia o qualcosa del genere, non farò un commento al riguardo. Ma ho sentito dire che la nostra serie è stata davvero fantastica. Quindi voglio assolutamente guardarla perché sono un appassionato di fantascienza.

Questa potrebbe essere una domanda un po’indiscreta. Ripensando al tempo in cui eri nella serie, sia a livello personale che professionale, è qualcosa a cui guardi con affetto? O no?
Assolutamente con affetto. Sia a livello personale che professionale. Anche quello che non mi è piaciuto personalmente o professionalmente fa parte di quell'incredibile momento in cui sono entrato nell'universo di Star Trek. È qualcosa di molto più grande di quello che un ragazzino dell'Indiana avrebbe potuto mai immaginare. Ma, ripeto, questo è il genere di cose di cui parlerò nel libro.
Hai detto che la serie era costantemente in pericolo di cancellazione, minaccia che si è concretizzata alla fine della quarta stagione. Prima di allora, stavi sperando nella quinta stagione?
Beh, non stavo esattamente sperandoci ma sapevo che, con la quarta stagione, stavamo finalmente camminando da soli sulle nostre “gambe spaziali” e ci eravamo ben amalgamati come cast. Eravamo più che pronti per andare alle stagioni cinque, sei e sette... e anche oltre, se avessero voluto portarci fino a lì. Ero, insomma, cautamente ottimista e se l'avessero fatto, sarebbe stato meraviglioso. Ma dato che mi trovavo a Hollywood già da un po’ di tempo, sapevo che quando si decide di porre fine a qualcosa... di solito non vi sono ripensamenti. A mio avviso non c'era motivo per cancellare la serie dalla programmazione. Non eravamo in una buona fascia oraria, ma penso che avessimo ancora un buon ascolto, per ciò che erano i nostri standard come tipologia di serie. Mi è stato detto che in tutte le serie di Star Trek ci sono voluti almeno un paio d’anni perché il cast riuscisse a dare il meglio. E’ successo persino al leggendario equipaggio di TNG.

Visto tutto ciò che sta accadendo in Star Trek al momento, se si ripresentasse l’occasione riprenderesti il tuo ruolo di Travis?
Ma certo che lo farei! [ride] Sono un attore, amico. E’ quello che faccio.

Dopo Enterprise sei stato molto occupato. Hai menzionato la tua lunga esperienza in General Hospital, che si è conclusa l’anno scorso. Pensi che la tua sia stata un’uscita di scena definitiva oppure c’è la possibilità che tu possa tornare?
Non si sa mai. In realtà non mi aspetto che mi riportino indietro e non ho sentito nessuno al proposito. Ma poiché il personaggio non è morto ed è stato portato fuori di prigione, allora sarebbe possibile. E potrebbe anche avere un gemello malvagio, giusto? [ride] In qualsiasi momento! Anche se gli autori l’avessero ucciso... è una soap opera quindi potrebbe tornare.
Sei anche nella nuova serie BET+ The Family Business. Hai avuto la possibilità di girare qualche scena con Robert Picardo?
Dovevo farlo, ma ero impegnato a girare qualcos'altro fuori città quando hanno programmato le scene in cui io e lui avremmo dovuto lavorare insieme. Mi era stato detto: "Ehi, abbiamo uno dei tuoi fratelli Star Trek in arrivo." E io ero tipo "Oh, arriva Bob Picardo? Lo adoro, fantastico!" Ma alla fine non sono riuscito a girare con lui a causa delle date.
Rimaniamo in attesa dell'autobiografia di Anthony Montgomery.