Sonequa Martin-Green sul perché Michael Burnham è pronta per la sedia del Capitano | Talking Trek

Quando Michael Burnham si è seduta sulla sedia da capitano della USS Discovery alla fine del finale di stagione, uscito la scorsa settimana, e ha esclamato "Let's fly", in italiano ''Si vola'', ha portato a conclusione un lunghissimo viaggio personale. 
La star in un'intervista telefonica per il magazine Volture, ha raccontato il viaggio del suo personaggio verso la vetta. 
Talking Trek l'ha tradotta interamente per voi in questo articolo.
Volture: Michael ha finalmente conquistato la sedia. Quando e come hai ricevuto questa notizia?

Sonequa Martin-Green: Fin dall'inizio, sin da quando erano presenti gli showrunners originali Aaron Harberts e Gretchen Berg, fino ad arrivare a quelli attuali, Alex Kurtzman e Michelle Paradise - è sempre stato nell'etere qual'era il nostro punto di arrivo, che Burnham avrebbe vissuto un viaggio di auto-realizzazione che avrebbe coinciso con il suo percorso verso la sedia. È qualcosa in cui abbiamo creduto molto fermamente. Era importante per me che Burnham superasse tutte le sfide necessarie per essere la persona giusta e pronta ad accettare quell'incarico. Penso che l'essere capitano renda tutto molto più importante. E per me, come donna nera, significa molto avere un ruolo simile in questo momento.

Volture: Lo devo ammettere, sono rimasto sorpreso da come Michael sia arrivata fino lì.
Passa un anno da sola, vivendo secondo regole totalmente diverse, poi fatica a reintegrarsi nella Flotta Stellare e a prendere ordini da chiunque.
Puoi darci un tuo punto di vista sulla stagione? Perché adesso è pronta ad accettare l'incarico?

Sonequa Martin-Green: Beh, una delle cose che amo e apprezzo di più nel poter interpretare questo personaggio è il modo in cui è stato scritto. C'è sempre una grossa dualità in lei. Nella prima stagione vediamo una Burnham molto vulcaniana; si tratta di una persona che ha combattuto la lotta tra la logica e l'umanità, tra la freddezza e l'emozione, e che ha sempre propeso verso il lato vulcaniano.
Poi nella seconda stagione è vittima di un'effusione di emozioni poiché il pendolo ha oscillato fino al lato emotivo, il lato umano.
Ora il nuovo dualismo della terza stagione potrebbe essere nominato come "dovere contro gioia", come dice sua madre. Prima di questa stagione, Michael agisce puramente per un senso di colpa e vergogna e per un desiderio di riscrivere la storia. Ha sofferto molto e si è sentita responsabile per questo, anche per la perdita dei suoi genitori, con la quale non ha niente a che fare. Ma finalmente capisce la natura distruttiva di questo comportamento, del guardare all'autorità in questo modo. Burnham ha un modo di pensare differente e distorto che si rende necessario in alcuni momenti, che è un po' il marchio di un leader, ma a cui molte persone si oppongono per via del suo tono ribelle e controcorrente.

Volture: Questa stagione inizia essenzialmente con un intero anno di Burnham che non ci viene mostrato: dall'atterraggio nel 3188 si passa direttamente alla Discovery ed al suo equipaggio nel 3189. Avete fatto qualche lavoro di costruzione del personaggio per riempire quel grande vuoto?

Sonequa Martin-Green: Oh, assolutamente. Non sarei in grado di raccontare questa storia se non facessi quel lavoro per ogni singola conversazione che ho come Burnham. Ho tracciato un grafico da quell'anno che arriva quasi fino ad oggi: 365 giorni di esperienza che ho avuto come Burnham, con Book, come corriere, alla ricerca di risposte al misterioso Grande Fuoco, decidendo chi voglio essere e cosa voglio.
Mi piace molto che mi sia stata data questa opportunità di espandermi come personaggio, perché queste erano domande a cui Burnham non aveva mai avuto l'opportunità di porsi.
Non c'è mai stato tempo, è stato un ciclo: missione, missione, sopravvivenza, sopravvivenza, sopravvivenza, sopravvivenza, missione, missione, missione, missione.
Così si è finalmente fermata e si è guardata allo specchio e si è chiesta chi volesse essere veramente.
La prospettiva di Book in questo nuovo futuro ha avuto una grande influenza su Michael, vedendo qualcuno che si è auto-guidato in quel mondo con tutta quella passione e tutto quel cuore.
E poi durante la riunione con la troupe, con tutte le sfide che ne sono derivate, si è deciso che c'era spazio per tutto questo. C'è libertà e gioia.

Volture: Hai detto di aver tracciato un grafico ogni giorno, puoi parlarcene?

Sonequa Martin-Green: Oh, era solo qualcosa che facevo per mettere in ordine gli eventi.
Ad esempio, una di queste cose è stata quando dico a Saru in "Popolo della Terra" di aver avuto una missione su Terralysium, dove saremmo dovuti andare, anche se lui e gli altri non avevano mai sentito parlare di mia madre. Così ho deciso che sarebbe accaduto tre mesi prima dell'arrivo in questo nuovo futuro, e a quel punto mi sono detta: "Ok, devo andare avanti in qualche modo.
E poi nell'episodio premiere Sahil, colui che detiene i collegamenti con la Flotta Stellare, dice che a causa delle leggi della meccanica temporale la Discovery potrebbe arrivare domani o tra mille anni. Così ho deciso che avrei aspettato tutta quella prima notte per l'arrivo della Discovery, anche se poi non li ho visti oltrepassare la soglia. Così dopo quella notte, e soprattutto dopo aver sentito che su Terralysium non si era mai sentito parlare di mia madre ho pensato "Ok, allora forse tra mille anni. Sarà tra mille anni." A quel punto ero completamente sola e dovevo capire come andare avanti.

Volture: Andiamo al penultimo episodio della terza stagione.
Al tavolo delle trattative sentiamo uscire dalla bocca di Osyraa alcune dure verità sulla Federazione.
Ma nel finale, Michael la uccide. La morte di Osyraa significa davvero che la Catena Smeraldo e la sua influenza non saranno più un problema per la Federazione?

Sonequa Martin-GreenBeh, mi piace che le conseguenze date dalla nostra presenza in questo futuro siano multistrato. Non è che tutti noi abbiamo deciso di saltare 930 anni nel futuro, detto addio a tutto ciò che abbiamo amato e conosciuto, perché eravamo sicuri che sarebbe andato tutto alla grande. Eravamo pronti a sacrificarci. Questo è ciò che siamo, questo è essere persone onorevoli. È visibile quanto sia difficile per tutti la transizione e quanto sia altrettanto difficile per loro affrontare il fatto di essersi lasciato tutto alle spalle.
Il dolore, lo stress e il peso di trovarsi fuori dal tempo in un luogo in cui non si sarebbe mai dovuti essere. Pensando a tutto questo, niente è facile. Si capisce che bisogna lottare. È stato molto difficile per me e per l'equipaggio introdurre le ideologie originali della Federazione, la speranza e la connessione, in un futuro simile. Quindi non si ridurrà tutto a un "boom, boom, pow". Sarà sempre un viaggio difficile, ma rimarrà una battaglia degna di essere combattuta.

Volture: Quindi stai dicendo che l'uccisione di Osyraa da parte di Michael è l'inizio di questa riunificazione?

Sonequa Martin-Green: Penso che la morte di Osyraa, così come tutto quello che è successo, compresa la seduta di Burnham sulla sedia da capitano, sia l'inizio. Sì. La fine è proprio l'inizio. La storia deve ancora continuare.

Volture: Oltre a lanciare una stagione nuova di zecca, oltre a tutto ciò che successo nel mondo in questo ultimo anno, avete avuto il compito di promuovere e collaborare con lo sviluppo parallelo di "Star Trek: Fleet Command", il gioco RPG per dispositivi mobile che ha aggiunto la Discovery con l'equipaggio nel suo universo. Sono curioso di saperne di più sul tuo coinvolgimento.
"Star Trek" è relativamente unico sul riuscire a coinvolgere la comunità di Trekkers al di fuori delle serie. Come sei finita a lavorare a questo progetto?

Sonequa Martin-Green: È proprio quello che hai appena detto, si tratta di coinvolgimento. 
È lo spirito di questo franchise, motivo per cui sta superando la prova del tempo: che la gente riesca a ritrovare e vedere sé stessa.
Quindi tutto ciò che può connettere le persone in questo mondo, che alimenta questa connessione, è una vittoria. È stato molto facile ed emozionante farne parte, perché è solo un altro modo per i fan di vivere questo viaggio insieme a noi.
Mi emoziona pensare che possano interagire ed inserirsi nella storia, vivendola in un modo nuovo.

VolturePer molti attori di "Star Trek" queste serie sono progetti che definiscono la carriera. Questo ruolo ha cambiato la tua visione su come vorresti che la tua carriera procedesse?

Sonequa Martin-Green: Sai, sento di essere stata davvero fortunata nel corso della mia carriera di attrice, non ho mai fatto parte di qualcosa di più grande di "Star Trek". Ne ho già parlato in passato. Voglio fare qualcosa che riesca a toccare le persone, che le faccia sentire meglio, che faccia loro vivere in maniera positiva stando bene, anche se non è qualcosa che si può prevedere. Non si può certo prevedere l'impatto che si avrà. Ma qualcosa come "Star Trek" ha già una rilevanza. È stata una benedizione poter entrare in qualcosa di già così influente. Con temi progressisti, soprattutto in questo periodo così politicizzato sulla scia della rinascita del movimento Black Lives Matter.
Penso a tutte queste cose: alla speranza, alla diversità, all'inclusione, alla connessione con la mia vita e a come, da donna nera, posso combattere e difendere queste cause. È per questo che potermi sedere sulla poltrona da capitano alla fine è stato così potente da avermi fatto venire le lacrime agli occhi, soprattutto se penso a ciò che rappresenta.
Sarò sempre guidata da ciò che mi ispira. Non ho idea di ciò che accadrà; confido in Dio che saprà cosa fare. Ma certamente voglio sempre cercare ciò che mi alimenta il mio cuore.

Volture: Mi piace questo termine "ciò che alimenta il mio cuore".

Sonequa Martin-Green: Grazie. E sì, devo fare ciò che mi ispira perché personalmente credo che come io porto qualcosa al ruolo, esso dona qualcosa a me.
Spero di riuscire a colpire Burnham tanto quanto lei colpisce me.

Volture: Facciamo qualche congettura. Un genio concede a te, Sonequa, un desiderio riguardante il futuro di Michael a livello di trama. Potrebbe essere un episodio isolato o un intero arco narrativo, non ci sono limiti. Se potessi scegliere una cosa da farle vivere, quale sarebbe?

Sonequa Martin-Green: Oddio. La prima cosa che mi viene in mente è la vita di Burnham sulla Terra prima di quella di Vulcano. E poi mi dimentico di quale episodio sia, ma Patrick Kwok-Choon, che interpreta Rhys, dice di volere una vacanza alle Hawaii, quindi sarebbe una figata se potessimo andare tutti insieme ai Tropici nella serie.

Volture: E ci sono tanti pretesti per questo, tanti episodi di vecchie serie in cui i personaggi sono in vacanza e qualcosa va storto.

Sonequa Martin-GreenEsatto. Sarebbe poi anche molto bello vedere altri mondi che si incontrano. Non conosco la logica o la scienza, ma sarebbe davvero bello avere personaggi del nostro universo che interagiscono con personaggi di altri, magari tirare in ballo il nostro amato Karl Urban, che interpreta Bones nella linea temporale Kelvin di J.J. Abrams. Sarebbe uno spasso.

VoltureAbbiamo già visto capitani che si ribellano, ovviamente, ma Michael ha ridefinito il significato di insubordinazione. Fa quello che vuole a prescindere dagli ordini. Come pensi che questo influenzerà il tipo di capitano che diventerà?

Sonequa Martin-Green: Questa è l'enorme domanda della quarta stagione e oltre: come farà Burnham a prendere tutto ciò che ha imparato e ad applicarlo al suo capitanato?
All'inizio l'insubordinazione si palesa in Burnham perché è convinta di fare il bene di molti. È disposta a rinunciare a tutto - alla sua carriera, alla sua libertà, perché pensa di salvare tutti.
Impara però che non è così che si fa, che non si dovrebbe mai operare come un'isola.
Ma c'è ancora questo forte senso di leadership e lungimiranza che Burnham ha, che la costringe ad andare controcorrente e a subire questa sorta di resistenza. Per imparare le lezioni deve scontrarsi con questo modo di pensare.

Volture: Ho apprezzato molto lo sguardo che riceve da Stamets alla fine di questo finale, quando si riunisce con Culber e Adira. Si rende conto che la scelta di averlo tradito avrà delle conseguenze.

Sonequa Martin-GreenSì, non lasciamo le cose in sospeso. Se verrà introdotta, se ne occuperà. Chissà quanto tempo ci vorrà, ma una delle cose di cui sono grata verso la serie e questo personaggio è che si vede questa donna a tutto tondo fare dei profondi errori morali e mancare il bersaglio.
È forte, onorevole e bella e tutto, ma è anche umana e commette errori e deve affrontarli.
Tutte queste cose vengono affrontate proprio davanti ai vostri occhi.
Significa molto per me che le vulnerabilità di questa donna siano così esposte, perché come spettatrice ho bisogno di vedere quelle cose.
Perché, come tutti, anch'io sto attraversando queste lotte nella mia vita.
Fonte: Volture